Pagine

sabato 30 novembre 2013

Shaun Richards, “La BCE sta 'spingendo su una stringa' in una trappola della liquidità”


Shaun Richards è un economista inglese specializzato in economia monetaria, scrive questo articolo su Midful Money per sottolineare la stessa situazione letta anche da Evans-Pritchard negli scorsi giorni. Malgrado tassi ufficiali al 0,5% entrambi la situazione monetaria del regno Unito, governata dalla Banca di Inghilterra, e della area monetaria dell’euro, governata (si fa per dire) dalla BCE non potrebbe essere più diversa.

Il tasso di crescita dell’aggregato monetario M3 (cioè dell’insieme della moneta circolante, più tutti i depositi e delle riserve di valore come obbligazioni e titoli di Stato a breve scadenza), come abbiamo già visto nell’articolo di Evans-Pritchard, è cresciuto solo del 1,4% nel mese di ottobre, ciò anche per Richard proietta “preoccupazioni per l'economia della zona Euro, mentre ci muoviamo attraverso la primavera e l'estate del 2014”. La cosa è molto aggravata dall’osservazione del credito. Infatti abbiamo un calo dell’1% che depurato degli acquisti di titoli di Stato diventa ben -2%, ed addirittura -3,7% considerando solo le società non finanziarie (in leggero calo rispetto al mese precedente).
La situazione continua a peggiorare, siamo essenzialmente in una “trappola della liquidità” nella quale anche la politica monetaria perde efficacia. In letteratura questo concetto è spiegato “per lo più in termini di tassi di interesse [che diventano inefficaci] quando si avvicina[no] a zero”. Una analisi (Keynes) che è ormai insufficiente, “la realtà della crisi del credito è più ampia”, quel che si sta facendo è stato chiamato “spingendo su una stringa”. Cioè, più o meno, agire sul primo anello di una catena. E’ da questo concetto che bisogna partire per capire come agire in una stretta monetaria.
La crescita annua di M1 (cioè del denaro liquido) era pari al 6,6% in ottobre 2013, rispetto al 6,7% nel mese di settembre. Dunque “la BCE sta spingendo duro” ma l'effetto sta svanendo.
Ciò che succede è che “la BCE sta fornendo il denaro che l'economia non vuole”. E precisamente  l'area principale dove non c'è “domanda” è esattamente quella dove la BCE vorrebbe vedere il prestito, il settore business. 

Precisamente l’autore il settore business non utilizza il denaro perché:
1.      Non viene offerto a tutte le imprese;
2.      Non è offerto a condizioni che si possono accettare.
Può essere il tasso di interesse ad essere troppo alto, oppure le garanzie troppo esigenti. Ciò che succede è quindi che la “spinta” della BCE si perde nella intermediazione finanziaria del settore bancario, che prende la liquidità fornita e sembra preferire -almeno nella periferia meridionale- di investirla in titoli di Stato. 

La colpa è delle banche, ma anche della regolazione della BCE che è controproducente. E’ evidente che se si classifica come a rischio zero i titoli di Stato si incentivano (soprattutto nel contesto di Basilea III e della valutazione in arrivo con i nuovi “stress test”) le banche a non prestarle alle imprese che conservano una rischiosità da valutare. E’ la struttura imposta che genera questo pericolosissimo effetto. Si è trattato di un’azione utile per raffreddare gli spread sui titoli sovrani nella fase acuta della crisi, ma ora allontana la liquidità dall’economia produttiva. Ci troviamo alla fine con una politica monetaria espansiva ed una politica finanziaria e normativa restrittiva. 

In queste condizioni, per l’autore nel 2014/15 si continuerà ad oscillare dentro e fuori della recessione e l’abbassamento dei tassi della BCE non farà alcuna differenza.

Nessun commento:

Posta un commento