Userò una formula che non amo, ma che è necessaria qualche
volta. Non si può essere tutto, ma capita che il mondo metta di fronte alla
necessità di valutare dimensioni di cui non si è specialisti.
Non sono un giurista, ma ciò che è accaduto il 3
gennaio 2026 è un passaggio storico. Si tratta di un cambiamento irreversibile
che fa seguito alla recente pubblicazione della nuova Strategia di Sicurezza
Nazionale, nella quale è dichiara l’intenzione di affermare il dominio sull’emisfero
Occidentale ed espellere i paesi extraemisferici (la Russia e la Cina).
Ciò che ha fatto l’Amministrazione Trump è un atto
extragiudiziario sia sul piano dell’esile Diritto Internazionale e delle sue Istituzioni,
sia su quello strettamente interno. Un atto senza alcuna base giuridica, pura
forza. Si tratta della diretta contestazione della Carta delle Nazioni Unite tale
da determinare un terremoto di portata catastrofica, e di lunghissima durata,
sui meccanismi messi faticosamente (e non senza forzature) in piedi nel
dopoguerra, con l’espresso obiettivo di non rendere più possibile fenomeni come
il Nazismo.
Si è trattato di un atto giustificato come espressione di un
law enforcement militarizzato, fondato su un superseding indictment
(Atto di accusa sostitutivo) non emesso da alcun organismo giuridico
preesistente ed avente giurisdizione. Il Dipartimento di Giustizia degli Stati Uniti[1],
come ovvio, ha giurisdizione su questi ultimi e non ha portata
extraterritoriale di tale portata da poter travolgere l’immunità dei Capi di
Stato in carica. Non è la prima volta che accade, ma è sempre stato avanzato dagli
Stati Uniti e solo da questi.
Inoltre, l’azione, come sottolineato da molti esponenti politici
statunitensi[2], viola la War Power Resolution[3],
ovvero elude la necessità (in precedenza sempre rispettata) di una preventiva
autorizzazione del Congresso per atti di guerra contro stati sovrani. Giuridicamente,
l'amministrazione si è appoggiata a un'interpretazione espansiva dei poteri del
Comandante in Capo (Articolo II della Costituzione) e agli Statuti federali che
autorizzano l'uso della forza in caso di cattura di terroristi o trafficanti di
droga legalmente incriminati. In tal modo ha trattato l'operazione come
un'estensione della legge penale piuttosto che come un atto di guerra fondata
su ragioni di potenza e geopolitiche. Leader democratici come Hakeem
Jeffries e Chuck Schumer hanno respinto questa tesi, definendo l'azione “spericolata”
(reckless) e priva di giustificazione legale sufficiente per un'incursione di
tale portata[4].
Questo evento ridefinisce completamente i confini di ciò che
è possibile e lecito nell’arena internazionale. Dopo questo tutto lo è.
La risibile scusa della lotta al traffico di droga ha
portato negli ultimi mesi a decine di omicidi extragiudiziali in mare aperto e
ad una classificazione senza precedenti di uno Stato sovrano presente all’Onu come
“Organizzazione terroristica straniera” (FTO) e quindi priva delle
caratteristiche di entità politica sovrana protetta da diritto internazionale.
Tutto ciò senza procedimenti giudiziari, valutazione di prove, sentenze di
organismi giuridici terzi.
Chiaramente, su questa base, chiunque può essere colpito.
Potrebbe essere arrestato e tradotto negli Stati Uniti un Presidente del Consiglio
italiano, qualora facesse qualcosa di sgradito (anche in Italia c’è traffico di
droga, e storicamente i cartelli italiani noti come “mafia” sono presenti anche
negli USA).
Infatti, l’intervento non è stato autorizzato da una risoluzione
del Consiglio di Sicurezza delle Nazioni Unite (UNSC), come avvenne anche in
Iraq e in Jugoslavia. Inoltre, colpire un Capo di Stato, ignorando la sua
immunità, con la ragione di contestarne unilateralmente la legittimità
(riconosciuta dall’ONU e dalla grande maggioranza dei paesi del mondo), rappresenta
una violazione che da ora legittima qualsiasi cosa[5].
Ad esempio, la Cina potrebbe arrestare e tradurre a Pechino
il Capo di Stato di Taiwan (non riconosciuto come Stato dall’ONU), la Russia, l’Iran,
altri paesi del Golfo potrebbero arrestare e tradurre davanti ai loro tribunali
Netanyahu (peraltro in corso di giudizio in un tribunale internazionale).
Tra le immediate reazioni internazionali si può registrare:
-
Il Brasile ha assunto una posizione molto dura,
definendo l'attacco un “"affronto grave alla sovranità” che “attraversa
una linea inaccettabile”[6].
-
La Colombia ha chiesto la riunione urgente dell’OSA
e del UNSC[7].
-
Il Messico della Presidente Claudia Sheinbaum ha
adottato un approccio legalista, citando la Carta ONU per condannare l'uso
della forza. La sua posizione è stata complicata dalle minacce velate di Trump
di usare simili tattiche contro i cartelli messicani, rendendo la difesa della
sovranità venezuelana una difesa indiretta di quella messicana[8].
-
Solo l’Argentina di Milei ha sostenuto l’operazione
di Trump.
-
La Russia ha condannato come “aggressione” l’atto
ed ha chiesto il rilascio di Maduro e della moglie, confermando l’appoggio allo
Stato venezuelano[9].
-
La Cina ha condannato il “comportamento
egemonico” e la violazione della Carta delle Nazioni Unite[10].
-
L’Europa ha mostrato imbarazzo, chiedendo
semplicemente “moderazione”[11].
-
L’Italia ha appoggiato e considerato legittima l’azione
di Trump, come rilevato persino dal Financial Times.
Lo stesso Trump, nella sua conferenza stampa di sabato 3
gennaio, ha esplicitamente affermato di “voler governare il paese” e che le
compagnie petrolifere americane entreranno per “sistemare le infrastrutture” e “fare
soldi”. Esponenti come Ocasio-Cortez hanno accusato l’Amministrazione di aver
condotto una “guerra di rapina”[12].
Ciò che qui conta è che, mentre il precedente più simile (la
cattura di Noriega nel 1989) era stato presentato come eccezione e caso unico (“rogue
actor, drug lord, failed state”) qui è rivendicato dal Capo
di Stato Usa come metodo.
Inoltre, Trump ha dichiarato che la Vicepresidente
venezuelana, dal 3 formalmente in carica, avrebbe “collaborato” (“willing to do
whatever you need”), ma è stato subito smentito dalla stessa. Il Ministro della
Difesa Vladimir Padrino López ha mantenuto, almeno pubblicamente, la
compattezza delle Forze Armate (FANB), definendo l'attacco criminale e
ordinando la mobilitazione[13].
Nella medesima conferenza Trump ha assunto una postura
esplicitamente “neocoloniale”, dichiarando che funzionari americani diretti,
come Rubio e Hegseth, avrebbero “gestito il paese”. Prefigurando di fatto una
occupazione illegale nel cuore dell’America Latina[14].
La posta in gioco, e in modo straordinariamente trasparente,
è il controllo neocoloniale delle materie prime come parte di una guerra ibrida
dichiarata dagli Stati Uniti unilateralmente, e “senza provocazione”, alla
sfida egemonica portata alla sua supremazia dalla Cina e dalla Russia. Il
tentativo di riportare con la violenza sotto il proprio indiscusso controllo le
leve per determinare i costi relativi dell’energia e quindi la dinamica dell’Opec
+ che vede il Venezuela in posizione decisiva. Il tentativo, ancora, di rompere
la dinamica ascendente dei Brics, ai quali il Venezuela (per il veto del Brasile)
non aderiva, ma che aveva fatto domanda[15].
I punti da osservare nei prossimi giorni saranno:
-
La tenuta o meno delle FFAA venezuelane e del
governo legittimo;
-
L’effettivo comportamenti di attori decisivi
nella regione come Brasile e Messico;
-
Il comportamento e l’eventuale proiezione di
potenza in senso difensivo, o meno, della Russia;
-
Il comportamento effettivo della Cina nel
decisivo settore delle materie prime (la proiezione di potenza cinese nella
regione è altamente improbabile, ma non gli mancano possibili leve di rappresaglia
economica e industriale).
Quelli da osservare nel medio periodo sono invece:
-
La dinamica interna dei Brics, in particolare
dei sauditi, presi tra due fuochi;
-
L’andamento delle materie prime, non solo del
petrolio;
-
L’incremento o meno delle transazioni
finanziarie fuori del perimetro del dollaro (bersaglio espresso di questa
azione, che punta a riportare le materie prime venezuelane nell’area della “dollarizzazione”);
-
Le azioni protettive degli Stati non allineati a
questa diretta abolizione dell’ordine internazionale “westfaliano” (la reazione
più razionale è aumentare le alleanze militari difensive, armarsi, ridurre l’esposizione
nell’area del dollaro, ma questo pone il rischio di essere i prossimi ad essere
attaccati).
Tutto questo avviene in pratica “alla luce del sole”.
L’intera operazione, per espressa dichiarazione del presidente Trump, sarà “rimborsata”
da risorse economiche sottratte all’economia venezuelana tramite il suo
petrolio. Gli ingenti prestiti cinesi, garantiti dalle materie prime
venezuelane, come accade anche in altri paesi (ad esempio africani) e stipulati
legittimamente tra stati sovrani, sono messi a rischio di “rapina geopolitica”
dagli Stati Uniti. In tale modo qualunque investimento internazionale, di
chiunque, da ora non sarà più possibile. O dovrà essere soggetto a molto più
esigenti e rapidi impegni di restituzione, in ragione del “rating” peggiore
(incremento del fattore di rischio). La stessa presenza russa è mostrata come
protezione inefficace. I sistemi antiaerei S-300 non sono neppure entrati in
funzione (cosa che solleva questioni da indagare).
L’intenzione di Trump di “inondare il mondo di petrolio
venezuelano”, senza alcun coordinamento con l’Opec danneggia tutti i paesi del
Golfo, che dipendono in modo decisivo per la loro stabilità politica dall’alto
prezzo del petrolio (come ha mostrato in evidenza il caso delle Primavere Arabe,
seguite ad una fase di bassi prezzi) e, con particolare immediatezza, Russia e
Iran. Come effetto immediato, forse non voluto, entrambi i paesi si
troverebbero a dipendere ancora di più dalla Cina.
Praticamente dopo questo tutto è possibile, abbiamo fatto un
altro passo verso la guerra mondiale.
[1] - https://www.justice.gov/archives/opa/pr/nicol-s-maduro-moros-and-14-current-and-former-venezuelan-officials-charged-narco-terrorism
[2] - I
senatori Tim Kaine (Democratico) e Rand Paul (Repubblicano), uniti in
un'insolita alleanza trasversale, hanno immediatamente depositato una
risoluzione congiunta (S.J.Res.90) per ordinare la rimozione delle forze armate
dalle ostilità non autorizzate in Venezuela.
[3] - L'Articolo
I, Sezione 8 della Costituzione degli Stati Uniti conferisce esclusivamente al
Congresso il potere di dichiarare guerra. La War Powers Resolution del
1973 richiede che il Presidente notifichi il Congresso entro 48 ore
dall'introduzione delle forze armate in ostilità e ritiri le truppe entro 60
giorni se non autorizzato. Nonostante l'amministrazione abbia tentato di
minimizzare l'operazione come un arresto, l'uso di bombardieri, missili e
truppe d'assalto in territorio straniero rientra inequivocabilmente nella
definizione di guerra o ostilità secondo la legge statunitense.
[5] - https://www.theguardian.com/world/2026/jan/03/is-there-any-legal-justification-for-the-us-attack-on-venezuela-trump-maduro
[6] - https://time.com/7342925/venezuela-maduro-capture-reaction/
; https://www.cbc.ca/news/world/u-s-venezuela-maduro-reactions-9.7032630
[9] - https://www.themoscowtimes.com/2026/01/03/russia-demands-release-of-maduro-after-us-military-strikes-venezuela-a91602
[10] -
https://www.globaltimes.cn/page/202601/1352136.shtml
; https://www.globaltimes.cn/page/202601/1352162.shtml
[11] -
https://www.aa.com.tr/en/europe/france-says-capture-of-venezuelan-president-violates-international-law/3788920
; https://www.pbs.org/newshour/nation/what-we-know-about-a-u-s-strike-that-captured-venezuelas-maduro
; https://www.cbc.ca/news/world/u-s-venezuela-maduro-reactions-9.7032630
[12] -
https://www.kut.org/politics/2026-01-03/we-are-going-to-run-the-country-trump-says-after-strike-on-venezuela
; https://time.com/7342937/venezuela-trump-maduro-oil/
; https://www.cbsnews.com/newyork/news/nicolas-maduro-new-york-venezuela-president-captured/
[14] -
https://www.atlanticcouncil.org/dispatches/us-just-captured-maduro-whats-next-for-venezuela-and-the-region/
; https://www.the-independent.com/news/world/americas/us-politics/trump-venezuela-oil-companies-regime-change-b2894027.html
[15] -
https://www.cfr.org/backgrounder/what-brics-group-and-why-it-expanding?utm_source=chatgpt.com
; https://www.frontiersin.org/journals/political-science/articles/10.3389/fpos.2025.1657108/full?utm_source=chatgpt.com
; https://www.geopolitica.info/geopolitica-instabilita-mosca-pechino/
; https://www.habtoorresearch.com/programmes/brics-summit-2025/?utm_source=chatgpt.com
; https://carnegieendowment.org/research/2025/03/brics-expansion-and-the-future-of-world-order-perspectives-from-member-states-partners-and-aspirants?lang=en.
Nessun commento:
Posta un commento