Pagine

domenica 23 giugno 2013

La "cipolla"

Mi sembra che al fondo della questione dei "costi della politica" troviamo il fatto nuovo dell'ultima fase storica nella quale stiamo vivendo la nostra esistenza, cioè l'onnipotenza di dinamiche economiche tanto forti da sfuggire totalmente alle capacità di azione dello Stato-Nazione. Dinamiche inafferrabbili che rendono dunque impotenti.
E' questa crescente (ed in accellerazione per molti anni) impotenza che è stata introiettata dalla politica. L'impotenza a trovare soluzioni adeguate, spesso anche solo a capire.
Si tratta di un fenomento così totale e demotivante, che tutto il sistema politico l'ha assunto come destino ineludibile (per lo più senza veramente accorgersene, e comunque senza dirlo). Ma il punto è che conseguentemente ognuno si è rifugiato nel suo piccolo cerchio di conoscenze e relazioni. Si è limitato ad aggiustare qualche situazione a portata di mano. A "sistemare" qualcuno.
Questo deperimento del senso e dello scopo della politica è la causa prima della rabbia nei confronti della "casta" dei politici. Che si sente lei per prima, e viene vista da tutti, come inutile. E che, se inutile, costa troppo (è ovvio ed indiscutibile). Che, ormai, è anche indecente nella sua vacuità.

Dunque ad essere tendenzialmente vuota è l'azione politica nelle condizioni della modernità contemporanea. In particolare nel recinto dello stato-nazione. Una reazione è la politica sovranazionale (che però nella UE è catturata dalle tecnocrazie, e dai vertici dei governi, e svuotata nel suo livello politico).
Naturalmente l'Italia ha alcune sue specificità, un sistema economico e sociale particolarmente bloccato, qualcosa che ricorda l'analisi di Prem Shankar Jha ("la tigre incontra il dragone") sui motivi per i quali l'economia indiana non cresceva prima delle riforme di Rajiiv Gandhi. E la sua accusa ad alcuni specifici settori industriali ed economici egemonici, ben rapportati con il governo, i quali avevano interesse a sbarrare la strada ai potenziali concorrenti ed a continuare con l'economia del sottosviluppo nel quale prosperavano.


Dunque, bisogna andare ad un'altro strato della "cipolla". Come è formato, e quali solidarietà esprime, il blocco sociale che in questi ultimi venti anni (1994-2013) ha egemonizzato la scena e che ha interesse a restare in un sistema poco dinamico, che non compete per l'innovazione, che genera surplus per pochi e lo redistribuisce solo a chi è già consolidato nel sistema di potere dato. Ha interesse a fortificare la cittadella.
Anche a questo livello della cipolla troviamo comunque un intero "blocco sociale", non solo i politici. Dunque bisogna andare oltre la facile rappresentazione che i cattivi siano (solo) loro. Le rappresentazioni facili sono illusorie, e le illusioni sono pericolose.

Nessun commento:

Posta un commento