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mercoledì 9 ottobre 2013

Cinque Crisi: un programma.

Il primo decennio del terzo millennio si è concluso da poco. Ha visto accelerare tendenze che avevano forma definita già da anni. Almeno dagli anni ottanta, che poi presero abbrivio negli anni novanta ed assetto definitivo negli anni zero del nuovo millennio.
Trovano quindi destino comune, in questo crocevia della Grande Storia, cinque crisi che reciprocamente si rimandano:
-         una crisi sociale, foriera di essenziali spostamenti nei rapporti di forza tra ceti e gruppi, creazione di nuove identità vincenti  perdenti che siamo appena in grado di intravedere. Ciò che vediamo, però, non ci piace: perdita di senso e di direzione, rancore ed ira, prevalere della sfiducia, restrizione cognitiva. Gli autori: Sennett, Beck, Bauman, Revelli, Crouch, ma anche Sen,
-         Una crisi economica, resistente ad ogni trattamento e continuamente cangiante nella sua multiforme robustezza. Della crisi economica si fa fatica a fare sintesi, ma certo uno dei suoi più profondi motori è l'ineguaglianza e la stagnazione dei redditi della maggior parte della popolazione attiva (Milanovic, Stiglitz 1, Stiglitz 2, Mishel, Greeley, Shafir), e gli squilibri nelle bilance commerciali, che inducono alcuni paesi ad eccesso di risparmio ed altri ad eccesso di debito (Rajan, Rodrik, Roubini, Spence , Stiglitz, Habermas, Crouch, ), le contraddizioni di una economia troppo fragile e rischiosa (Krugman, Stiglitz) impatta sui territori e la nostra capacità produttiva (Bonomi);
-         Una crisi europea, che affonda le sue radici nello stesso processo di costruzione e nella rifondazione di esso alla fine degli anni ottanta (dopo la caduta del muro e la riunificazione tedesca), ma che esplica i suoi potenti effetti nel aggravare i termini della crisi economica (fin sull’orlo della tragedia) e viene resa più ardua dalla perdurante crisi sociale (che induce a comportamenti difensivi e non cooperativi). Bagnai, Bisin, Bini, Streeck, Habermas 1, per indicarne solo alcuni.
-         Una crisi ambientale, che è in buona parte fatta della stessa materia della crisi economica, viene come questa da squilibri nello sfruttamento delle risorse e nella loro insufficienza; nasce da un errore insieme cognitivo e morale, la <<preferenza per il presente>> con il correlato della <<svalutazione del futuro>>.
-         Una decisiva crisi politica, che è quasi il distillato di tutte queste crisi insieme, e ne porta tutti i pesi. Questa crisi rende molto più difficile affrontare le altre, perché svuota il senso e impedisce di vedere il futuro, ne parlano Rosanvallon, Crouch, Werner Muller (in chiave di ampia ricostruzione storica), Revelli, Barca 1 e Barca 2.

Le cinque crisi avvolgono il mondo intero e lo spingono a ballare in circolo. Da questa danza macabra non sappiamo come uscire.

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