Oggi tutti i giornali riportano la
notizia della Conferenza Stampa con la quale la SPD e la CDU-CSU hanno
annunciato l’Accordo di Coalizione lungo 177 pagine (altre fonti dicono 185).
I termini fondamentali dell’Accordo, che sarà ora sottoposto all’approvazione dei 470.000 iscritti della SPD, sono sostanzialmente a favore delle posizioni della CDU-CSU. Viene confermata l’austerità, il pareggio di bilancio al 2015, le linee tradizioni di politica europea. D’altra parte la SPD ha ottenuto timide aperture sul salario minimo (a 8,5 €/ora), rinviato al 2015 (o forse al 2017), alcune riduzioni della flessibilità, cui la SPD attribuisce la sua sconfitta dopo il governo Schoroeder che l’aveva introdotta, una piccola riduzione dell’età pensionabile (a 63 anni, dai 67 attuali, quando si abbiano 45 anni di contributi), misure sui figli degli immigrati (doppia cittadinanza) e sugli affitti. Ottiene anche la definizione dell’obiettivo di arrivare al 55-60% di generazione di energia da rinnovabili al 2035 (presumibilmente senza altri prelievi in bolletta) ed investimenti in infrastrutture ed istruzione per 23 miliardi in quattro anni, ma senza nuove tasse.
I posti al governo dovrebbero essere: 6
alla CDU, con Schauble alle finanze, 3 alla CSU e 6 alla SPD con Gabriel ad un
superministero con Economia, Energia e Trasporti e Steinmeier agli Esteri.
In sostanza una vittoria della Merkel. Anche
il punto più qualificante, il salario minimo, è stato ottenuto al prezzo di un
rinvio di almeno due anni e di una quantificazione modesta (in Lussemburgo è a
11,10 €, in Francia a 9,43 €, in Belgio a 9,10 €, in Olanda a 9,07 €); gli investimenti
sono limitati (i Verdi, grandi esclusi dalla trattativa, si legge nella stampa
tedesca, stimavano il minimo necessario a 40 miliardi che era la cifra
circolante ante l’accordo) e sono coperti solo per 15 miliardi; introdotta una
pensione minima a 850,00 €; ma soprattutto i cavalli di battaglia della Merkel,
il rigetto degli Eurobond e della mutualizzazione dei debiti bancari.
Dallo Spiegel On line si
legge che le misure prioritarie sono stimate tra i 23 ed i 30 miliardi, ma che
senza aumenti delle tasse o tagli alle sovvenzioni, il bilancio federale del
2016/2017 avrà un avanzo di soli 15 miliardi di Euro. Nel testo si legge una
presa di posizione netta rispetto al tema dell’eccesso di esportazioni che ha
agitato il dibattito nelle ultime settimane, si legge nelle prime pagine che “l'industria
è una cosa buona”. In altre parole, “Unione e SPD sono unite della difesa
dell'attuale modello economico tedesco, modello fondato sull'esportazione di
merci”. A parziale concessione dei termini di dibattito troviamo fra gli
obiettivi del governo un “mercato interno più forte e una domanda interna
supportata da investimenti e maggiore potere d'acquisto”. L’obiettivo indicato
è il 3% di spesa per ricerca e sviluppo che, tuttavia, era già presente e “già mancato
dalla precedente maggioranza nero-gialla”. Ci sono alcune cose nuove, come “il
riconoscimento del crowdfunding come fonte di finanziamento oppure di internet
come mercato del futuro per i macchinari tedeschi”.
In materia di politica estera, secondo
Spiegel, è sottolineata l'importanza della collaborazione con Francia e
Polonia, “il cosiddetto triangolo di Weimar”.
Per le regolamentazioni del lavoro
temporaneo si è raggiunto un compromesso: “i lavoratori interinali potranno
ancora essere impiegati presso un'azienda cliente per un massimo di 18 mesi (la
SPD chiedeva 12 mesi). Entro 9 mesi dal loro impiego dovranno avere lo stesso
salario della forza lavoro stabile (<equal pay>)”. Purtroppo “delle nuove
norme beneficeranno in pochi, visto che la maggior parte dei contratti di
lavoro temporaneo terminano dopo 18 mesi.”
Sul tema, di estrema importanza, della unione
bancaria per Spiegel “ci sono solo dei cambiamenti minimi rispetto alla
politica applicata fino ad ora. La SPD avrà il suo tanto desiderato fondo
europeo per le ristrutturazioni. Poiché questo fondo potrà essere riempito
unicamente con risorse bancarie, ci vorranno diversi anni prima che ci possa
essere denaro a sufficienza. Fino ad allora - ogni stato dovrà salvare i suoi
istituti finanziari con risorse nazionali - anche se questo dovesse spingere
verso l'alto il suo debito pubblico. Solo se non ci sono altre soluzioni
possibili potrà intervenire il fondo ESM”. In conseguenza di questa deludente
decisione, l'interdipendenza fra gli Stati Nazionali e il settore bancario
interno difficilmente potrà essere superata.
Focus
parla anche di assicurazione obbligatoria per i Mini jobs, di conferma dell’uscita
dal nucleare, e limitazioni nell’uso di biomasse vergini, norme più severe per
i mercati finanziari e tassazione bassa e ampia di tutte le transazioni
finanziarie.
Industriali ed economisti di destra
hanno avanzato numerose critiche agli aspetti di riregolazione del mercato del
lavoro timidamente introdotti, lamentando che potrebbe ridurre la competitività
della Germania.
Il 14 dicembre la consultazione potrebbe
aprire scenari nuovi in caso la base della SPD bocciasse l’accordo, come alcuni
influenti opinionisti hanno richiesto. Alcuni elementi dell’accordo sono
forieri di accelerare il processo di disgregazione dell’Unione, o almeno della
moneta unica, la sensazione è che da Berlino non si riesca a percepire l’urgenza
di un’azione decisa ed anche simbolicamente chiara, contro la deriva economica
e sociale che il progetto europeo sta prendendo. Qualcosa che possa parlare ai
popoli del sud (oltre 100 milioni di persone), mostrandogli che l’Unione non è
solo lo scontro di egoismi nazionali, ma un progetto di messa in comune dei
destini che va a vantaggio di tutti.
Imporre Agende non commisurate alle
esigenze, ed al momento (come una correzione del debito drastica ed accelerata,
sensibile solo alle esigenze dei creditori e non dei debitori), senza
individuare compensazioni adeguate genererà solo la presa di consapevolezza
della necessità di separarsi in alcuni. Questo è il rischio al quale questo
Accordo non viene incontro.
Un rischio che negli scorsi giorni
abbiamo cercato di leggere tramite gli interventi di Sannat,
Altomonte,
Flassbeck,
Posen,
Ash,
Rehn,
Prodi,
Wolf,
Schultz,
Eggertson.
Altra notizia del giorno dall’Inghilterra,
limitazioni alla libera circolazione (che fa il paio con l’annunciata misura
tedesca dei pedaggi autostradali solo per gli stranieri) dei cittadini europei.
La disgregazione accelera.

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