Pagine

giovedì 12 dicembre 2013

Il Fondo Monetario Internazionale e la BCE: sui tassi negativi


 Da un articolo uscito oggi su Wall Street Journal a firma di Christopher Lawton dà conto di un’esortazione del Fondo Monetario Internazionale e del suo Direttore Christine Lagarde, rivolta alla BCE di aumentare il suo impegno per avvicinarsi al target del 2% di inflazione che è scritto nei Trattati. Come è noto su questo versante è in corso una fiera resistenza da parte tedesca, sulla base di una lettura ideologica del target.
Sino ad ora questo target è stato letto prevalentemente come un “limite”, secondo l’idea che qualsiasi valore dell’inflazione inferiore fosse sano. A sua volta questa idea include la visione che vede l’inflazione sempre come un male.
Su questa visione ci sono diverse cose da dire: da una parte è evidente, anche se poco riflettuto, che un tasso di inflazione –poniamo del 3%- impatta in modo molto diverso su chi non ha risparmi (e magari un salario indicizzato, o un reddito da lavoro autonomo o commerciale) e/o ha debiti; e su chi li ha, e/o a crediti. E impatta in modo molto significativo su chi ne ha molti. Dunque l’inflazione è una “tassa” implicita con tendenza ad essere redistributiva, favorisce i debitori e i lavoratori (a meno di bloccare i loro salari, ma questo è un altro discorso) e sfavorisce i creditori e i renditieri.
D’altra parte stare con un’inflazione media del 2%, a livello europeo, significa avere il 3-4% in Germania e l’1% nel sud. Così come avere l’attuale 0,8% (previsione per il 2014) significa avere 1-1 o 1,5% in Germania e -1% nel sud.
Ora, e veniamo al punto principale: la psicologia dell'inflazione è diametralmente opposta di quella delle deflazione (riduzione dei prezzi). La prima induce a mobilitare i risparmi, ed impiegarli in modo produttivo, perché altrimenti si erodono in valore reale. Dunque una inflazione corretta (per qualcuno 4-5%) è uno stimolo all’economia e provvede progressivamente a de-indebitare privati e Stati. La deflazione fa l’opposto, aumenta l’indebitamento in termini reali e incentiva a tenere fermi i soldi (che comunque, senza rischi, crescono). Dunque la deflazione al sud aumenta il debito pubblico e privato e spinge i risparmi a non impiegarsi, quindi deprime gli investimenti. Lo fa anche in un altro senso rilevante: perché investire per aprire un negozio o una fabbrica quando i prezzi, scendendo, faranno sì che i miei fatturati caleranno? Io oggi (momento 1) investo 1.000 per fatturare 1.500; ma in caso di deflazione quando i miei prodotti saranno pronti (momento 2) varranno 1.300, e poi (momento 3) sempre meno. Ma intanto avrò speso, nel momento 1, con un costo più alto del denaro. Meglio stare fermo.
 

Torniamo al FMI, sapendo queste cose (che sono scritte in tutti i manuali di economia da sempre) il Fondo chiede alla BCE di far pagare alle banche europee il deposito della liquidità. Si tratta di una questione tecnica: la BCE talvolta presta a tre anni i soldi (che crea) alle banche ad un tasso bassissimo, ma gli consente sempre di depositare la liquidità in eccesso presso di sé remunerando il deposito. In questo modo, in questa fase di contrazione, spinge le banche a non assumere il rischio di prestarlo al mercato, perché senza rischi ottiene una remunerazione. Si tratta di un “regalo” difficilmente comprensibile in queste condizioni (anche se consente di avere depositi al sicuro).
Josè Vilnas ha quindi chiesto alla BCE di fare di più per stimolare l’economia. La fissazione di tassi negativi per le banche commerciali, il Quantitative Easing praticato dalla FED (acquisto di titoli, tra cui prestiti alle imprese, dalle banche), o il sistema inglese del prestito alle banche a condizione che usino le risorse per prestarle all’economia reale sono tre delle politiche consigliate.
I funzionari della BCE sembra abbiano risposto che i tassi negativi hanno poca esperienza (non sono quasi mai stati fatti) e potrebbero essere ribaltati dalle banche sui clienti.
 
Un'obiezione che ha visto, come replica, la ripetizione della necessità di dare un chiaro segnale ai mercati: la BCE farà tutto ciò che serve, senza avere alcun tabù. La Germania sarà d'accordo?

Nessun commento:

Posta un commento