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domenica 19 gennaio 2014

Dal blog “Crisi greca”. Il ridicolo uccide.


Riporto, per solidarietà quanto raccontato nel toccante blog di Panagiotis Grigoriu, uno storico e etnologo greco, sulla morte di suo cugino Costas.


Si trattava di un commerciante che si è lanciato dal quarto piano del palazzo di proprietà in cui abitava, cadendo nella parte di cemento del bel giardino curato (con tanto di giardiniere). Aveva 58 anni.
Era molto preoccupato da sei mesi perché l’attività si era ridotta del 80% e avrebbe dovuto chiudere l’attività. I suoi due figli saranno probabilmente aiutati ad emigrare (dato che questa è la strategia indicata dal governo Samaras, dal Ministro del Lavoro Vroutsis).
L’autore ha parole molto dure verso questo governo, che si vanta di avere ormai un saldo primario attivo (fatto interamente di negozi che chiudono e di consumi ridotti, di prezzi calanti che attirano turisti), e che sa dire solo parole vuote.



Ma ha anche una domanda molto pertinente; la pone il padre di Costas: “Nel 1944 ho combattuto i tedeschi e i loro tirapiedi locali, arma in mano. Alcune famiglie nel nostro paese sono state decimate, tuttavia, tra i sopravvissuti nessuno aveva pensato al suicidio. E morivamo di fame più di oggi. Perché allora Costas adesso?”

Stiamo perdendo la nostra umanità.


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