Come sappiamo la
Troika è sotto
inchiesta da parte di una apposita Commissione del Parlamento Europeo, per
verificare se il suo operato sia stato trasparente nella gestione dei Piani di Salvataggio
fino ad ora avviati. Quei Piani che hanno implementato la politica di austerità
tramite strumenti contundenti (la libertà sovrana dei Parlamenti) come le Lettere
di Raccomandazione.
Prima di leggere
quanto scritto sul sito (che ogni tanto torneremo a guardare), conviene
ricordare che la Troika
(sinistro termine russo) è una struttura di coordinamento di emergenza che ha
guadagnato il centro della scena perché la crisi è stata letta come “finanziaria”.
Si tratta del coordinamento della Commissione Europea (Organo Istituzionale esecutivo
Europeo che ne costituisce il “Governo”, ed è formato da membri nominati dai
Governi Europei) e della BCE (Banca indipendente), cui si è aggiunto il FMI
(Fondo Monetario Internazionale, Ente Pubblico finanziato dagli Stati mondiali
ed incaricato di preservare la stabilità economico-finanziaria e promuovere lo
sviluppo).
Ora sul sito del
Parlamento Europeo è attiva una pagina
che dà conto dei lavori della Commissione per i Problemi Economici e Monetari (ECON),
i cui relatori sono il socialista francese, Liem Hoang Ngoc, e
l'europarlamentare austriaco del centro-destra, Othmar Karas. Al momento sono
presenti sei articoli, vediamoli:
- - “Una Pagella per la Troika” è la prima pagina, in essa si legge che nella prima e seconda settima di gennaio una delegazione ha visitato Cipro ed il Portogallo. Successivamente si recherà in Irlanda e Grecia. Tutte le visite prevedono incontri con il Governo e “rappresentanti ad alto livello” della “società civile” (presumibilmente esponenti delle associazioni datoriali e si spera almeno dei sindacati). Nell’ambito dei lavori preparatori il Vicepresidente Karas ha insistito sul tema cruciale della legittimità democratica: “Il Parlamento europeo deve co-decidere sulle decisioni comuni europee. Non è sufficiente dire, i governi nazionali sono democraticamente legittimati ed è per questo che non abbiamo bisogno più bisogno del Parlamento Europeo. Ciò significherebbe mettere gli orologi indietro di decenni”. Si legge anche che nella terza settimana di gennaio (terminata oggi) saranno compiute audizioni ad Olli Rehn, Trichet e Regling (Direttore del Meccanismo Europeo di Stabilità). La votazione sulla relazione è attesa per marzo.
- - “I parlamentari chiedono maggiore legittimità”, nella seconda scheda è presentato l’incontro tra il Parlamento Europeo e i delegati dei parlamenti nazionali (150 delegati) nel quale è stato posto il tema di una maggiore legittimazione democratica dei lavori della Troika. Nel testo si legge: “Martedì i parlamentari hanno discusso della legittimità democratica della Troika, l'organo rappresentante i creditori internazionali (ECB, FMI e Commissione). I due europarlamentari incaricati di stilare un rapporto sugli effetti delle decisioni della Troika, l'austriaco Othmar Karas e il francese Liem Hoang Ngoc, hanno messo in evidenza la necessità di migliorare la legittimità democratica delle decisioni prese. Non tutti sono sembrati d'accordo con questa visione. Il Presidente tedesco della Camera bassa, Norbert Lammert, ha sottolineato come i programmi di adeguamento economico siano stati democraticamente votati dai parlamenti di Irlanda, Portogallo, Cipro e Grecia”.
- - “Bowles: la risposta della Troika mancava di trasparenza e credibilità”, la terza scheda riassume l’audizione della Presidente della Commissione agli Affari Economici, che ha attaccato, con una certa decisione, la Troika, definendola come “responsabile indiretta dell'applicazione dei dolorosi piani di austerità negli Stati membri. E delle riforme economiche necessarie per ricevere l'aiuto da parte del Meccanismo europeo di stabilità”. Inoltre denuncia la “mancanza di trasparenza” dell’azione e “alle volte, di credibilità”, in particolare a Cipro, secondo il Presidente “l'attività della Troika ha bisogno di essere più coordinata e necessita di essere ripensata”. Infatti “non possiamo permetterci che le decisioni che avranno un impatto forte su un paese vengano prese a porte chiuse nella notte, e che poi nessuno si prenda la responsabilità di quelle scelte”. In altre parole “La Troika deve poter rispondere alle proprie decisioni e all'impatto che hanno su uno Stato membro”.
- - “L’Europa non è un club di creditori”, la quarta scheda riporta l’intervista all’Eurodeputato spagnolo Cercas, il quale enfatizza che “L'Europa deve essere un simbolo di democrazia, altrimenti fallirà. Il problema più grave in Europa non è la crisi economica, ma la mancanza di credibilità agli occhi dei cittadini europei”. In altre parole “Il progetto europeo non dovrebbe essere gestito dalla mentalità tecnocratica della Commissione, o dai Ministri in sede al Consiglio, troppo incentrati sugli interessi nazionali. Dovrebbe essere guidato da tutti i cittadini, attraverso il Parlamento Europeo per creare <Una vera Europa unita e progressista>”. Bisogna ricordare che l’Europa è stata costruita sull’idea dell’economia sociale di mercato e “non è un club di creditori [dunque] la dimensione economica dell'Unione europea non deve avere un carattere esclusivo e dogmatico. Al contrario, le politiche dell'UE devono e possono essere al servizio dei cittadini europei”.
- - “Il futuro della BCE”, un’altra scheda riporta le opinioni di Marisa Matias (Eurodeputato di Sinistra Unita, Portogallo) che è convinta “la BCE sia intervenuta ben al di là delle proprie competenze, interferendo con le politiche economiche e fiscali nei paesi in cui sono stati necessari i piani di salvataggio. L'azione della BCE ha avuto un impatto sulle scelte degli Stati membri in questione, in particolare rispetto alla capacità d'investire in lavoro e crescita.” Il deputato italiano di centro-sinistra Gianni Pittella, relatore per il Parlamento della relazione annuale della BCE del 2012, ha indicato che “è necessario un nuovo sistema per organizzare i piani di salvataggio. La BCE deve avere un ruolo di consulenza e non politico. Infatti la troika rappresenta un sistema inaccettabile e sta attuando una cattiva politica che spinge verso le misure di austerità colpendo i più deboli e aggravando i problemi di debito”. La soluzione potrebbe essere sostituire la Troika da “un sistema in cui la Commissione è posta al centro del meccanismo e per il quale deve rendere conto al Parlamento”. Infine Pittella ha sottolineato che anche se la BCE è indipendente (e lo deve restare) “l'indipendenza senza un'elezione democratica è pericolosa. Non vogliamo che la BCE diventi una sorta di tiranno buono”.
- - “Regling: « Le alternative all'austerità sarebbero ancora più dure»”, da ultimo il Direttore Generale del Meccanismo europeo di stabilità, il dispositivo che sostiene le economie dei paesi in difficoltà, il tedesco Klaus Regling economista ed ex FMI, ha invece espresso un “prudente ottimismo” invitando gli Stati membri a fare maggiori sforzi verso la competitività. Valorizzando la ripresa irlandese e la riduzione del tasso di disoccupazione “nella maggior parte dei paesi che beneficiano del Fondo europeo di stabilità finanziaria o del Meccanismo europeo di stabilità”. Secondo la sua opinione: “Questo significa che il sistema di prestiti, e sotto condizioni molto rigide, ai paesi in difficoltà produce risultati”. Considerando che la crisi non è terminata, Regling ha affermato che “il miglior modo di ridurre i rischi per il futuro in questi paesi è mantenere i proprio impegni.” Anche la Grecia “sta correggendo gli squilibri a l'origine della crisi. In tre anni, la Grecia ha completato un aggiustamento fiscale da record. La competitività è migliorata e sono state lanciate delle importanti riforme strutturali. Nonostante ciò, c'è ancora molto lavoro da fare.” Alla domanda se siano possibili alternative il burocrate europeo risponde: “Sono cosciente che la situazione è molto dolorosa per la maggior parte della popolazione. I salari e le pensioni subiscono delle restrizioni budgetarie e numerosi cittadini hanno perso il proprio lavoro. Penso che sia importante sottolineare che le alternative all'austerità sarebbero state insostenibili e ancora più dolorose per la popolazione.” Infatti “I Fondi europei di stabilità finanziaria e il Meccanismo europeo di stabilità permettono agli Stati membri temporaneamente esclusi dal mercato di accedere ai finanziamenti. Gli Stati membri hanno bisogno di attraversare questa fase per tornare ad essere competitivi e ottenere la fiducia degli investitori. L'esperienza del Fondo Monetario Internazionale in Corea del Sud, Brasile o Turchia mostrano che questa strategia funziona.”
Dunque
riassumiamo: la posta in gioco è ben espressa dal Vicepresidente Karas, “il
Parlamento Europeo deve co-decidere”, la legittimazione indiretta che promana
dai Governi nazionali non è sufficiente. Inoltre determina un punto di vista
nazionale che sta letteralmente distruggendo l’Unione Europea. Se si continua
in questa direzione, tramite strumenti brutali come le politiche di austerità,
difficilmente tra dieci anni avremo ancora l’Unione Europea. Lo scontro su
questo punto è evidentemente acceso se Karas allude ad una posizione che, di
converso, vorrebbe addirittura abolire il Parlamento.
I due tedeschi
che prendono parola in queste schede (il Presidente della camera bassa, e l’euroburocrate
Regling) difendono la posizione della Troika. Il primo afferma che i Parlamenti
hanno accettato i Piani (Irlanda, Portogallo, Cipro e Grecia); si tratta di un’affermazione
oscillante tra il ridicolo e l’offensivo. E’ come se dicessi “<ma il
portafoglio me lo ha dato lui>, riferendomi alla vittima della mia rapina a
mano armata”. L’unico motivo per cui non c’è la Spagna nell’elenco è perché Zapatero
si rifiutò e pagò con le elezioni.
La Bowler,
invece, dice cose pesanti. “Mancanza di trasparenza”, quando si gestiscono
piani di salvataggio da decine di miliardi di euro (scrivo in lire, forse così è
più chiaro il corrispondente di 10 miliardi: 20.000.000.000.000 £), riferendo
di decisioni prese “a porte chiuse nella notte” (e senza che sia chiaro neppure
di chi era nella stanza, includendo i consulenti –membri delle banche di affari
e società di consulenza internazionali più famose-) è materia a potenziale
altissima rilevanza penale. Quando fu annunciata la formazione della
Commissione furono emanate a Bruxelles dichiarazioni dalle quali si comprendeva
che lo scopo è capire come sono state
prese le decisioni, in che misura ha
contribuito ogni singolo Ente, e quanta
voce in capitolo hanno avuto gli Stati nazionali e quanta flessibilità gli è stata concessa, inoltre a chi è toccata l’ultima parola. Si tratta di capire, insomma, quale è la procedura con la quale sono state prese decisioni in
grado di forzare le decisioni democratiche dei paesi membri. Chi è intervenuto (ad esempio sarebbe
interessante sapere se sono state sentite le banche creditrici che rischiavano
di perdere ingenti capitali, o se i consulenti coinvolti erano anche consulenti
di queste).
Lo spagnolo
Cercas pone la questione in termini politici: se l’Europa non è democratica non
sarà. L’Europa deve trasmettere l’affidabile fiducia di essere guidata da tutti
i cittadini e non da tecnocrati e da interessi nazionali. L’Europa non è “un
club di creditori”.
Le parole forse
più forti le ha Pittella: la BCE non può
avere un ruolo politico (cioè decisionale), per il semplice motivo che è un Organo non democratico. Deve essere
un consulente (suggerire, non decidere). La Troika è un sistema “inaccettabile”,
che aggrava solo il debito. Per sfuggire al “Tiranno buono” (Fitoussi scrisse “Il
dittatore benevolo”) la Commissione deve essere al centro, ma deve rispondere al Parlamento.
Difficile
sopravvalutare l’importanza di questo scontro.
Chi semina vento raccoglie tempesta.


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