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mercoledì 15 gennaio 2014

Yanis Varoufakis, James Galbraith, Stuart Holland “La modesta proposta per la risoluzione della crisi dell'euro”


 Intervista a Yannis Varoufakis, docente di economia presso l’Università di Atene, che ripresenta i risultati di una Conferenza tenuta a novembre ad Austin e della La modesta proposta per la risoluzione della crisi dell'euro.

La premessa (sfortunatamente molto plausibile) è che l’attuale tendenza sta portando alla disintegrazione della zona Euro e di parte della stessa Unione Europea. Quindi che non esiste sufficiente consenso per arrivare a soluzioni “federali”, ma che queste non sono indispensabili. 

Con le attuali Istituzioni è possibile, per gli autori, evitare il “movimento di disintegrazione”, purché vengano utilizzate in “in maniera sensata”. Non serve modificare i Trattati, non serve che i paesi in surplus (Germania, Olanda, Austria) garantiscano il debito dei paesi in deficit, non serve cedere ulteriore sovranità. Bisogna affrontare quattro problemi:
1.      La crisi bancaria,
2.      Il debito pubblico,
3.      La caduta produttiva a lungo termine di una vasta parte della zona Euro,
4.      La crisi umanitaria aperta da questi anni di austerità. 

La prima, la crisi bancaria, è determinata da un abbraccio mortale tra banche insolventi e Stati insolventi (diciamo in sofferenza). Il meccanismo è che la soluzione “Unione Bancaria” vede la Germania fieramente contraria. Il ministro Schäuble già nel 2012 ha chiarito che non si può avere la supervisione BCE su 6.000 banche. La vera preoccupazione (da cui il recente rinvio, decennale, del meccanismo) è di portare allo scoperto l’enorme “buco nero” delle grandi banche tedesche. L’argomento è che già ora le banche spagnole e  greche sono state ricapitalizzate dal contribuente francese, tedesco, olandese (ed italiano). Ma lo hanno fatto attraverso il Fondo Salvastati (cioè il Meccanismo Europeo di Stabilità) che ha prestato le risorse provenienti dalla capitalizzazione prestata dai Bilanci degli Stati Europei (l’Italia ha versato 29 miliardi, che sono andati ad aumentare il debito) alla Spagna ed alla Grecia, o Irlanda e Portogallo, che a loro volta le hanno usate per ricapitalizzare le banche. Sono stati ottenuti, in questo modo, diversi effetti negativi: sono state impiegate risorse pubbliche che aggravano le condizioni del debito degli Stati Europei (il Fondo va ricapitalizzato), sono state concesse agli Stati richiedenti, e dunque iscritte a loro debito, e sono state “regalate” alle banche (in realtà le devono restituire, ma a tassi molto bassi, come ricorderanno i contribuenti italiani la MPS ha avuto tre miliardi). Tutto questo danneggia in molti modi (cioè per molte vie) il credito alle imprese.
Questa via fa sì che “il denaro che i contribuenti del nord Europa stanno garantendo è sprecato. ..
le uniche persone che ne beneficiano che sono i banchieri falliti che rimangono nel controllo delle banche zombie. Così è un grande spreco di soldi dei contribuenti tedeschi, o del denaro dei contribuenti europei”.
Allora la soluzione è molto semplice: “Dimenticate il grande progetto di un'Unione Bancaria completa, in cui tutte le banche sono parte di un settore bancario sotto la supervisione della BCE. Facciamo qualcosa d'altro”. Ogni volta, e solo quando, una grande banca Europea “sistemica” diventa insolvente e deve essere ricapitalizzata con soldi pubblici, cioè con i Fondi ESM, deve uscire dalla giurisdizione nazionale (dopo un voto del Parlamento Nazionale) e passare sotto il controllo diretto della BCE. Il suo Consiglio di Amministrazione sarebbe immediatamente sostituito da Funzionari della BCE ed il denaro andrebbe direttamente dal ESM alla banca. La BCE acquisirebbe il controllo azionario (si tratta di una ricapitalizzazione con distruzione del vecchio capitale) e lavorerebbe per rimetterla sul mercato. Dopo il risanamento la privatizzerebbe, recuperando i soldi con gli interessi: “In questo modo, il denaro che va a ogni banca non conta come parte del debito nazionale del paese in cui è domiciliata quella banca”, l’abbraccio mortale tra banca insolvente e Stato insolvente sarebbe rotto. “E allo stesso tempo, il contribuente europeo saprebbe esattamente dove il suo denaro è andato e chi è lo supervisiona. Inoltre, in questo modo avremmo saputo interrompere l’accogliente, tossico, rapporto tra i politici nazionali corrotti e i corrotti banchieri nazionali”. L’ESM diventerebbe l’equivalente europeo del Troubled Relief Program Assets America (TARP).  

Sul debito pubblico, invece, il suggerimento è altrettanto semplice. Dimenticare gli Eurobond condivisi tra Stati forti e deboli, perché i tassi relativi sarebbero una mediazione troppo alta per i forti e non abbastanza basso per i deboli. “Sarebbe una media ponderata distorta, se sono solidalmente garantiti come Titoli di Stato, e quindi .. dovrebbero essere più vicini alla Germania che alla Grecia. Eppure, sarebbero troppo alti per la Germania e non abbastanza bassi per la Grecia”. Inoltre la Germania non è abbastanza grande per garantire il debito di tutta la zona Euro (ha il 16% del PIL), né dovrebbe farlo. “Questo è il motivo per cui la signora Merkel e il signor Schäuble, penso comprensibilmente, rifiutano il concetto di Eurobond garantiti in solido”. Dunque quel che gli autori suggeriscono è: la BCE annuncia che alla maturazione di ogni cedola di debito pubblico ogni Stato membro avrà il diritto di accedere ad un “Programma di Conversione del Debito” (per la parte eccedente il 60%). Quella parte di debito accettata dal Trattato di Maastricht come accettabile viene “servito” direttamente dalla BCE. Sarà la BCE, nel caso Italiano di un debito doppio della parte accettata, a pagare l’obbligazionista per il 50% del prestito. Non si tratta di “monetizzare” il debito (stampare i soldi e pagare il debito) ma di emettere una obbligazione BCE ripagata direttamente dallo Stato Italiano su un “conto” apposito. Il vantaggio per l’Italia sarebbe che la BCE avrebbe tassi molto inferiori (anche della stessa Germania) e questo ridurrebbe molto l’onere del servizio del debito per i paesi membri (anche del 30-35%). Altri particolari della proposta sono la clausola di “super-anzianità” (analoga a quella del FMI verso i paesi in via di sviluppo) per cui i debiti con la BCE si pagano prima di tutti gli altri,  

La terza proposta riguarda la parte peggiore della crisi: la mancanza di investimenti. In tutti i paesi gli investimenti sono “penosamente bassi”, e questo è aggravato dalla crisi energetica. Nella periferia si parla di investimenti negativi al momento. E dunque “la competitività non arriverà perché le persone sono costrette dalla disperazione ad accettare salari irrisori. Hai bisogno di investimenti nel capitale al fine di aumentare e migliorare la produttività del lavoro”. Bisogna avviare un “New Deal europeo”, in modo da guidare una efficace ripresa degli investimenti. Il vero problema è la “Gestalt che influenza l'opinione pubblica su ciò che sta realmente accadendo intorno a noi. Ognuno continua a pensare alla crisi del debito, ma pochissime persone sono consapevoli che l'altra faccia della crisi del debito è un eccesso di risparmio”. In realtà di soldi ce ne sono tantissimi, mai prima di oggi così tante aziende avevano così tanti soldi non investiti nello sviluppo industriale. La stessa cosa succede con gli individui e i fondi pensione. “Ci sono montagne di risparmio in inattività, e la questione è come si fa a energizzare questi risparmi in inattività”.
Aprendo un piccolo inciso nel racconto di Varoufakis, lo stesso problema è al centro dell’analisi della <stagnazione secolare> di Summers. La liquidità che non si attiva nell’economia di investimento (ed anche nelle grandi aziende americane).
La soluzione europea per spezzare questa aspettativa che si autoconferma non è tramite l’austerità e neppure tramite spesa o tassazione. Ma tramite la BEI ed il FEI che sono sottoutilizzati. Sono buone istituzioni per gli autori, ed hanno la capacità di svolgere il meccanismo di ricircolazione dei surplus di risparmio che ora le banche non attuano. Ciò che le frena è la regola che il 50% dell’investimento deve essere coperto dallo Stato Nazionale. E questo blocca tutto nei paesi con un debito eccessivo (ma anche negli altri, che stanno riducendo la spesa). La soluzione potrebbe essere che la BEI finanzia (con sue obbligazioni garantite dal ritorno del progetto di investimento infrastrutturale, come fa oggi) il 50% e la BCE il restante 50% sul conto di debito del paese membro (come da proposta precedente). Anche le obbligazioni di parte BCE sarebbero, però ripagate dal progetto. Di fatto, in tal modo, la BCE non supporterebbe lo Stato italiano, ma la BEI, attirando la liquidità non in parcheggio del mondo per investimenti produttivi. 

Da ultimo, la crisi umanitaria, gli autori sostengono che l’Eurozona dovrebbe agire per ridurre la povertà assoluta che ha provocato. In Europa manca però il Tesoro Federale (per attuare un programma come i “buoni alimentari” introdotti negli USA negli anni trenta). Il sostituto utilizzabile è Target 2, il sistema europeo delle Banche Centrali. La proposta (sulla quale i tedeschi potrebbero fare una guerra, secondo me) è di utilizzare gli interessi sugli squilibri che si accumulano nel sistema (e che vengono pagati dai paesi in deficit a vantaggio di quelli in surplus) per finanziare un sistema Europeo di “buoni” per la povertà. Secondo le parole dell’autore: “Una volta che la crisi è iniziata e l'onere dell'aggiustamento è ricaduto sui paesi in deficit … allo stesso tempo si è avuto un aumento molto significativo della spesa per interessi accumulati che è stato distribuito tra le Banche Centrali dei paesi eccedentari. La canalizzazione dei 'profitti' del Target 2 ai governi dei paesi in eccesso è una pratica discutibile che toglie giustizia all'ideale europeo. Per avere un surplus in Target2, una nazione ha già beneficiato di un commercio squilibrato con lo Stato membro in deficit che non è stato regolato attraverso la svalutazione [perché c’era la Moneta Unica che lo impediva]. In questo senso, la nazione in surplus ha già beneficiato dell'Euro. Per usufruirne di nuovo, questa volta attraverso Target2 aggiunge al danno la beffa”.
In altre parole vince due volte: una prima quando la struttura monetaria ed i trasferimenti di capitale, resi facili da Target2, hanno indotto un incremento dei consumi a vantaggio del suo settore industriale dedito alle esportazioni (si può vedere su questo l’analisi di Scharpf), ed una seconda quando il debito accumulato dalle banche nazionali verso le banche del “core”, tramite le rispettive Banche Centrali ed il Target2 che le collega, essendosi interrotto il flusso finanziario ha portato allo scoperto il controflusso di servizio del debito (con tassi saliti), che genera “profitti” che sono trasferiti dalle Banche Centrali ai rispettivi Stati Nazionali.  

Secondo le belle parole di Varoufakis: “ora come ora con i paesi deficitari che sanguinano e le loro popolazioni ridotte alla povertà estrema, l'Europa sta scendendo le fasi finali di un inferno morale”. 

Questa mossa contrasterebbe il nazismo che sta prendendo piede in Grecia, perché “nulla può rilanciare la fiducia nell'idea di Europa più di famiglie povere che ricevono un assegno o un timbro alimentare firmato dalla Banca Centrale Europea che permette loro di nutrire i loro figli”.  

Nel seguito dell’intervista l’economista greco sottolinea come l’attuale strategia per superare la crisi (aumentare le esportazioni) sia “logicamente incoerente, nel momento in cui il problema è che si ha risparmio in eccedenza, sia nei paesi in surplus e sia nei paesi in deficit; risparmi che superano gli investimenti, sia in Germania che in Grecia, in Olanda e in Portogallo, in Finlandia e in Spagna”. Se tutta l’Europa diventasse una “bestia mercantilista”, cioè se si creasse un enorme avanzo di conto corrente per l'Eurozona nel suo complesso, avrebbe un effetto globalmente insostenibile (sarebbe un multiplo di quello cinese).
In primo luogo porterebbe ad un inesorabile apprezzamento dell’Euro [perché, ovviamente, per comprare le merci europee dovrebbero prima comprare la moneta europea] e questo lo minerebbe. E se riuscisse farebbe diventare l’Europa “un demonio sulla scena mondiale; staremo minando il resto del mondo, gli Stati Uniti, l’America Latina, la Cina”.
In effetti, “nel nostro imprudente tentativo di muoversi in questa direzione, stiamo già diventando una minaccia peggiore, per l'equilibrio globale, che la Cina sia mai stata, mentre allo stesso tempo stiamo infliggendo su noi stessi un calo della domanda aggregata, attraverso l'austerità. Il che significa che stiamo diventando un buco nero per il resto del pianeta in termini di riduzione della domanda per le esportazioni di altre nazioni. Così, l'Europa è oggi il più grande esportatore di recessione per il resto del mondo. E che non può essere buono neppure per noi”. 

Assomigliano alle stupide politiche macroeconomiche che furono attuate negli anni trenta [e portarono alla seconda guerra mondiale], “una versione postmoderna della svalutazione competitiva.”

Del resto anche questa enfasi per avere tutte le regioni in saldo positivo di conto corrente è di una stupidità monumentale, nel quadro di una Unione Valutaria. Secondo le parole del nostro autore: “il nord dell'Inghilterra ha mai avuto un conto corrente equilibrato vis-a-vis il resto dell'Inghilterra? …. L’Arizona con la California? No. Ma chi se ne frega? Ci saranno sempre regioni deficitarie e regioni eccedentarie all'interno di un'unione economica. Nella stessa Germania ci sono regioni, soprattutto in Oriente, che avrà sempre un disavanzo delle partite correnti vis-a-vis con il resto della Germania”. Naturalmente manca, perché questi esempi siano completamente corretti un Governo Federale, con un Bilancio che paga le pensioni ed i buoni pasto etc. 

“Quello che stiamo cercando di fare con la nostra modesta proposta. Stiamo cercando di simulare un Governo Federale, senza Federazione e senza ulteriore perdita di sovranità nazionale.” Solo, o meglio almeno, nelle quattro aree cruciali. Una terza strada di “decentrata europeizzazione”. 

Altrimenti “l'Europa procede lungo le linee di disintegrazione”.  


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1 commento:

  1. Una buona proposta contro l'evasione fiscale, semplice da applicare!! Proposta da Yanis Varoufakis

    http://www.statistiche-lotto.it/yanis-varoufakis-lotteria-evasione-fiscale

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