Si tratta di una
“misura non convenzionale” di politica monetaria messa in campo dalla BCE, con
una decisione molto controversa e presa contro lo stesso rappresentante tedesco
nel Board, per acquistare da maggio 2010 a settembre 2012 ca. 270 Miliardi
complessivi di euro di Titoli. L’elemento essenziale che ha fermato la
speculazione è stata la dichiarazione della BCE stessa di non porre limiti
quantitativi alla sua azione.
Gli speculatori
operavano, infatti, sul mercato vendendo Titoli per provocare il ribasso. Il
meccanismo è semplice: se io vendo in grande quantità un prodotto, provocherò
una sua abbondanza tale che il prezzo comincerà a scendere, il trend ribassista
potrebbe tendere a rafforzarsi con altre vendite provocate dall’imitazione. Dopo
che l’ondata di vendita è giunta al suo punto basso gli speculatori (in questo
mestiere ci vuole fiuto) iniziano a comprare a prezzi molto più bassi e
rientrano in possesso di un valore maggiore (infatti i titoli risaliranno). Se,
però, la BCE
contemporaneamente compra, e lo fa senza limiti (e soprattutto se tutti lo
sanno) i prezzi non scenderanno. Potrebbero anche salire (cioè lo spread
ridursi) e gli speculatori perderanno enorme somme di denaro.
Per questo si
sono fermati e abbiamo avuto due anni tranquilli.
Ma ora la Corte Costituzionale
Tedesca ha detto che questa decisione è “incompatibile con il diritto europeo”.
Al contempo (con una decisione pilatesca), ha dichiarato la propria
incompetenza, rinviando a decisione alla Corte Europea.
Ora, questa
decisione ha diversi aspetti rilevanti. Potrebbe legare le mani alla BCE fino a
che la Corte Europea
non si esprime (prevedibilmente a favore), non tanto per ragioni tecniche
quanto per ragioni politiche. Sarà infatti più difficile per Draghi superare l’opposizione
del rappresentante tedesco nel Board ad un eventuale nuovo Programma; dato che
lo stesso rappresentante ha ora la
Sentenza della propria corte che dichiara illegale il
Programma.
D’altra parte
questo non è un “gioco singolo”, perché la Corte deve ancora esprimersi su cruciali atti Europei
come il Fiscal Compact e il MES. E la
BCE potrebbe esitare a provocare uno scontro frontale.
Dal punto di
vista tedesco (o meglio, di una parte della cultura giuridica tedesca) il
processo di integrazione europeo è “andato troppo oltre”. Cioè è stato condotto
senza rispetto della legalità nazionale e della Costituzione. Questo punto, in
un paese come la Germania ,
in cui il disprezzo della legalità formale della legge richiama il nazismo, è
difficilmente sottovalutabile.
Quello che si
approfondisce da oggi (c’era stata già una Sentenza nella stessa direzione nel
2012) è uno scontro cruciale tra il principio Federale di costruzione Europea e
quello Democratico. In un certo senso quel che dice, infatti, la Corte di Karlsruhe è che non
si può prevalere sul diritto nazionale senza una modifica della Costituzione (e
dunque un referendum). Se questa linea (che si potrebbe identicamente applicare
in Italia, dove non mancano posizioni che vedono un abuso nella prevalenza dei
Trattati Europei sulla Costituzione in caso di conflitto) prevalesse tutta la
costruzione europea come la conosciamo crollerebbe.
Restando alle
conseguenze più immediate si può dire comunque che se la speculazione valutasse,
nelle prossime settimane, questa sentenza come atta a legare le mani a Draghi,
potrebbe provare a “saggiarne la determinazione”. Avremmo, allora, settimane
complicate nel mezzo della nostra crisi politica.
Per leggere le reazioni si può far riferimento a questa di Wolfgang Munchau su FT e questa di Orizzone 48.
Per leggere le reazioni si può far riferimento a questa di Wolfgang Munchau su FT e questa di Orizzone 48.
Vedremo.

anche questo è molto significativo. Forse ci facciamo un post dopo adeguata riflessione.
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